Fabriano si trova nelle Marche e rappresenta uno dei territori più estesi d’Italia, inserito all’interno della splendida natura ai piedi dell’Appennino. Le sue ricchezze naturalistiche e di beni storico artistici, ne fanno una delle città più interessanti delle Marche.

Questa città ha talmente tanto da offrire che abbiamo pensato di darvi una delle sue molteplici “chiavi di lettura”. Vi guideremo in un percorso artistico dove le chiese, i monumenti e i Palazzi non sono i veri protagonisti ma gli artisti e le opere che vi potrete osservare. Vi illustreremo anche gli importanti Musei di Fabriano che, in una prima visita alla città, non dovrebbero mai essere omessi. Un percorso incredibile dal gotico al manierismo che però necessita voi seguiate due nostre semplici raccomandazioni.

  1. la maggior parte delle chiese sono sempre aperte, alcune lo sono in certi orari altre devono essere aperte su richiesta – telefonate allo I.A.T. di Fabriano (+39.0732 625067) con uno o due giorni di anticipo
  2. utilizzate Nauta, l’applicazione di distribuzione di informazioni e servizi turistici per ricevere informazioni dettagliate sui monumenti.
Chiesa di Santa Maria Maddalena

Il nostro tour inizia dalla Chiesa di Santa Maria Maddalena, una chiesa sempre aperta, un punto vicinissimo al centro dove è possibile trovare sempre un parcheggio libero. Al suo interno sono ospitate le opere dei seguenti artisti:

Maestro di Campodonico
Importante affreschi: l’Annunciazione e la Crocifissione
Allegretto Nuzi di Fabriano (1315 - 1373)
Importante affresco giovanile San Giovanni Evangelista
Orazio Gentileschi (1563 - 1639)
Imperdibile la bellissima Maddalena Penitente (non avvicinatevi troppo potrebbe suonare l’allarme)

Museo della Carta e della Filigrana

Uno dei Musei e delle espressioni culturali più importanti delle Marche. Il Museo di Fabriano è in grado di illustrare la storia della carta e della filigrana così come è nata e sviluppata a Fabriano nel XIII sec.. Allestito all’interno dello splendido complesso monumentale dell’ex convento di San Domenico, il Museo della Carta e della Filigrana è articolato in sezioni. La storia della Carta a Fabriano è illustrata con attrezzature, antichi documenti, collezioni di filigrane antiche e moderne. La visualizzazione del viaggio storico della carta dal lontano Oriente all’Europa è realizzata con displays. La fedele ricostruzione in una sala trecentesca di una cosidetta Gualchiera medievale, permette di assistere alla lavorazione a mano di carte filigranate, ad opera di lavorenti secondo il metodo tradizionale .
www.museodellacarta.com

Complesso di San Domenico

La chiesa è quasi sempre chiusa. Il complesso è frutto dell’unione di due chiese benedettine preesistenti quella di San Domenico e Santa Lucia. Nell’elegante abside poligonale, si scorge in rilievo lo stemma della famiglia signorile dei Chiavelli, la famiglia che dal 1378 al 1435 si impose a Fabriano controllando le attività manifatturiere locali e quindi anche della produzione e del commercio della carta.

Da visitare sono le cappelle gotiche e la sagrestia dove trovate

Allegretto Nuzi (1315 - 1373) e la sua scuola
Importanti e ricche decorazione ad affresco(seconda metà del XIV secolo)

Nel convento di San Domenico ora Museo della Carta, sono da visitare i due pregevoli chiostri quattrocenteschi e, nell’interno, l’importante decorazione della sala capitolare (luogo in cui si riuniva la comunità monastica) di

Antonio da Fabriano (XV secolo)
Decorazioni del 1480 ispirate a quelle del convento domenicano di San Marco a Firenze realizzata da Beato Angelico.

Oratorio del Gonfalone

Viene aperto su richiesta o in occasione delle mostre. L’edificio è una modesta sala rettangolare che poggia sulla volta di un sotterraneo. Una sua preziosità è il soffitto in legno a cassettoni, intagliato e decorato in oro zecchino condotto a termine nel 1643 ad opera dello scultore francese Leonardo Scaglia.

Francesco Bastari (XVII secolo)
Ciclo di tele è dedicato alla vita della Vergine.
Antonio Viviani detto il sordo (1560 - 1620)
“Annunciazione” dell’altare (corrente tardo-manierista sotto l’influsso dell’urbinate Federico Barocci, di cui il Viviani divenne uno dei più valenti allievi) su commissione dello scienziato e poeta fabrianese Francesco Stelluti (uno dei 4 fondatori dell’Accademia dei Lincei, l’accademia scientifica più antica del mondo).
Oratorio del Gonfalone a Fabriano

Oratorio del Gonfalone a Fabriano

Portico dei Vasari

Parte di un antico ospedale (1316) situato nella piazza del Mercato (attuale piazza Garibaldi), centro economico della città nel Medioevo, conserva sulla facciata emblemi in pietra dell’Arte dei Calzolai.

Allievo di Allegretto Nuzi
Affresco databile all’ultimo quarto del Trecento.

Di fronte è visibile la pregevole fontana della piazza (seconda metà del XV secolo).

Portico dei Vasari

MCF “Civiltà della Scrittura”

“La Civiltà della Scrittura”, è la nuova sezione MCF allestita presso l’ex convento di San Benedetto. Propone un ampio panorama, del percorso compiuto dalla stampa nelle sue due tappe fondamentali, quella iniziata da Johann Genfleish von Gutenberg, con la stampa mediante il torchio tipografico e caratteri mobili, e quella avviata, qualche secolo dopo, da Aloys Senefelder con la “stampa chimica” o Stampa Litografica.

Chiesa di San Benedetto

Aperta da personale volontario dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 – 17.00. E’ la Chiesa dedicata al fondatore dell’ordine dei benedettini seconda per grandezza solo a quella dell’Abbazia di Montecassino. All’interno si conserva

Fra' Martino da Cingoli (XIV secolo)
Scultura in pietra raffigurante il Beato Giovanni dal Bastone.

Gli stalli lignei del coro, in origine in Cattedrale, sono una preziosa testimonianza d’intaglio fiorentino di epoca tardogotica.

Simone de Magistris (1538 - 1613)
Affreschi Storia della vita di San Silvestro, 1599-1600
Francesco Vanni (1563 - 1610)
Cristo risorto tra i Santi Maria Maddalena e Silvestro
Orazio Gentileschi (1563 - 1639)
S. Carlo Borromeo in preghiera e apparizione dell’angelo con i simboli della passione,
Giacinto Brandi (1621 - 1691)
Trinità adorata da San Pietro Nolasco e dal Re Giacomo I d’Aragona (1650)
Pasqualino Rossi (1641 - 1722)
Sant’Ambrogio battezza sant’Agostino

Chiesa di San Benedetto